domenica 24 agosto 2014

giovedì 8 maggio 2014

Valenti e la sua poesia

Momenti quotidiani di Italo Valenti a Muralto  (fotografie di Anne de Montet)








giovedì 10 aprile 2014

Italo Valenti: nel mondo dell'insolito


Ringraziamo tutti i presenti al vernissage della mostra “Italo Valenti: nel mondo dell’insolito”.
Un successo che condividiamo con tutti voi e che porta avanti un discorso d'arte e di divulgazione culturale al quale la galleria d’arte spazio78 tiene particolarmente.

"Valenti si è sempre mosso tramite una poetica personale, dove le chine e gli inchiostri sono diventati segno e narrazione di un’impressione.

Attento al dettaglio, egli ha condensato le sue conoscenze e le sue intuizioni in gesti, senza lasciarsi frenare dai supporti. Ogni forma d’arte lo ha interessato, ogni esperienza è diventata un frammento del suo slancio creativo.
Personaggi, cieli e paesaggi si fondono in un tutt’uno. E il “tutt’uno” può anche estendersi, svilupparsi fino a diventare “scompiglio”. L’artista può, per esempio, abbandonare un preciso filo narrativo per smarrirsi piacevolmente nella ricerca di nuovi gesti espressivi. Inoltre, i viaggi intrapresi gli permettono di riscoprire un’inedita sintassi pittorica, che definisce chiaramente un nuovo percorso verso l’astrazione.
Il suo alfabeto visivo prende quindi una direzione verso un assemblaggio di elementi o di mascherature che si collegano ad una concezione che celebra la casualità all'interno del processo creativo.

Sovente i dialoghi si instaurano tra immagine e ricordo, e le sintesi di queste tracce si accumulano in stratificazioni emotive. Valenti trasporta, in visioni e racconti, le suggestioni che gli propongono sia la propria esperienza passata sia le metamorfosi del quotidiano, del ricordo tramutato in favola. Ed ecco riaffiorare dalla memoria le maghe, le lune, i “cervi volanti”, le barche e le isole con le loro storie misteriose e i loro mondi immaginari.

Quella di Italo Valenti è una delicatezza che vibra e che ci rende partecipi di un’emozione intima nella semplicità delle linee, un’emozione che affiora preziosa e palpabile di foglio in foglio."      Aymone Poletti (curatrice dell'esposizione)



giovedì 3 aprile 2014

preparativi per la prossima mostra !

La poesia di Italo Valenti sara' presto visibile in galleria!

Italo Valenti con il gatto Gaetano nel 1975 (foto Anne de Montet)

mercoledì 20 novembre 2013

vernissage

Ieri è stata una bellissima serata di vernissage ed un pubblico sempre entusiasta ha potuto ammirare le opere "storiche" che caratterizzano il filo conduttore di questa particolare esposizione. Ringraziamo tutti i presenti per la grande partecipazione!


lunedì 11 novembre 2013

preparativi per la prossima collettiva

Grandi preparativi per la collettiva di novembre!
Una mostra importante e complessa che ripercorrerà attraverso 6 artisti, una realtà storico-culturale della seconda metà del secolo scorso presente nella nostra regione.
Da qui il titolo evocatore : corrispondenze. Corrispondenze intese come riflessioni reciproche di un'epoca (Francis Bott e Imre Reiner) , di un luogo comune (Lodewijk e Teresa Leiser-Giupponi) o semplicemente di dialogo tra marito e moglie (Alberto Sartoris e Carla Prina). La mostra è curata da Aymone Poletti.

Carla Prina - serigrafia
Francis Bott 

preparativi d'allestimento alla galleria spazio78


venerdì 27 settembre 2013

aggiornamenti !

... dopo la radio ... ieri abbiamo avuto il piacere della visita in galleria della televisione per un reportage su Eftim ... aggiornamenti al più presto ...


mercoledì 25 settembre 2013

vernissage Eftim Eftimovski

allestimento alla galleria spazio78 Lugano

La bellissima serata di vernissage è iniziata con un'intervista da parte di Dubravko Pusek per rete2 ed è continuata con la presentazione di Aymone Poletti di cui riportiamo un estratto...


" Questa mostra vuol essere un omaggio all’artista Eftim Eftimovski nel suo trentennale di carriera qui in Ticino.
Per quest’occasione è presentata una selezione di lavori che spazia dal 1982 agli ultimi recenti lavori, fra i quali le sculture dell’acrobata e i cavalli. Un percorso importante quello di Eftim in Ticino, che diversi di noi hanno già avuto modo di seguire, per esempio alla pinacoteca Züst oppure al Museo Vela di Ligornetto nel 2006.
Quello che colpisce in Eftim è il suo inesauribile spirito creativo e di sperimentazione che segue una propria strada indipendente.
Come ho già avuto modo di scrivere, le riflessioni sulle sue opere prendono avvio dall’ambiente in cui esse si trovano, il quale le contestualizza in una dimensione intima di narrazione quotidiana. L’artista possiede, infatti, un bagaglio biografico complesso che lo porta dalla Macedonia al Ticino, che si sviluppa attraverso mille sfaccettature, che vengono costantemente filtrate per offrire allo spettatore immagini familiari anche multiculturali a più livelli di interpretazione. L’opera, di conseguenza, si rivela come portatrice di una storia intima, concepita come parte distinta di un “tutto” ampio e articolato.
Gli elementi ricorrenti, tratti da scene d’ambiente o da considerazioni personali, si presentano come istantanee di una poetica del vissuto.
Eftim Eftimovski lavora sempre con un’incredibile freschezza d’intuito e di gesti spontanei raccolti in grandi album custoditi nel suo atelier.

Questi appunti - che sono una vera fonte di ispirazione - sono poi rielaborati ed estesi per diventare tele, carte sparse e opere di medio o grande formato.
Si rimane affascinati dalla ricchezza contenuta in questa moltitudine di linee narrative. Elementi soggettivi e intellettuali si fondono con altri fattori complessi, supportati da dettagli in modo da suggerire diverse possibili chiavi di lettura dell’opera: partendo, dunque, dal “piccolo”, i singoli dettagli si snodano lungo questa trama intricata. 
Forza e fantasia si mescolano ai significati più intimi: il treno, elemento ricorrente nelle sue opere più giovanili e per le quali egli nutre un particolare affetto si trasforma in filo conduttore.
Oppure i cavalli, o i suoi uomini -alcuni in un costante equilibrio paradossalmente precario- o le donne, che osservano lo spettatore e si pongono in un atteggiamento interrogativo, o di severa sfida… Troviamo singoli individui in un ambiente rarefatto, ma anche un duo sospeso in un mare astratt, trame di barche che sembrano un tessuto oppure un  gruppo che balla vestito di conversazioni e chiacchiere. … che storia hanno tutti questi personaggi? Eftim gioca con lo spettatore… Il discorso infatti  supera anche i limiti della tela, rovesciando in alcuni casi perfino il supporto di base, creando tracce illimitate di percorsi di un ciclista, o usando l’elemento fino al minimalismo volutamente estremo, utilizzando ad esempio la struttura interna di un vecchio portafoto dove appaiono segni di colla, graffette che riportano all’uso iniziale di questa cornice che definisce e inquadra.
Perché l’autore considera le sue cornici originali come parti integranti dell’opera d’arte, al pari dei segni del tempo, delle macchie e dell’usura. Con Eftim Eftimovski,facciamo tutti un viaggio nella memoria,… di fatto, è lui stesso un “viaggiatore” e non si ferma unicamente alla pittura o alla scultura; egli si esprime utilizzando ed integrando tutti i supporti a disposizione, spesso dando loro anche una “seconda vita”, tramite un “riuso meditato”, carico di suggestione. Ed è in questa grande vivacità produttiva che risiede la profonda forza di Eftim, che offre così, in ogni opera, un nuovo intenso scorcio della sua preziosa realtà. La poesia della patina del tempo nasce anche da questo.  "

Ringraziamo tutto il pubblico presente per la voglia e l'entusiasmo che costantemente dimostra! 
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Eftim Eftimovski e Aymone Poletti al momento della vernice






giovedì 12 settembre 2013

preparativi »2


Continua l’allestimento in galleria della prossima mostra intitolata "Racconti personali".
La difficoltà consiste nel ricreare un’atmosfera “ordinata” di caos nel quale lo spettatore deve comunque ritrovarsi senza perdere il filo del discorso espositivo.
Le opere di Eftim, soprattutto quelle piccole, vivono infatti in simbiosi con questo accumulo materico di sovrapposizioni e diventano dunque un vero e proprio "racconto personale" dell'artista.