lunedì 26 settembre 2011

aggiornamenti


Aggiornamenti: una nuova mostra a Lugano per la nostra artista Paola Rezzonico.

Nell'ambito dell'iniziativa TRAGUARDO 2011, promossa dal FotoClub di Lugano e dalla Photographica FineArt Gallery di Marco Antonetto -
il fotoreporter Vincenzo Cammarata | FOS e la fotoartista Paola Rezzonico,
sono lieti di presentare e mostrare al pubblico alcuni estratti
dei loro lavori più rappresentativi in due esposizioni personali:

P R E V I E W

Giovedì, 29 settembre 2011, h. 18.00
Photographica FineArt Gallery - via Cantonale, 9 - Lugano

Chiusura 14 ottobre 2011

MA-VE: 09.00 – 12.30; 14.00 – 18.00

SABATO su appuntamento

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Silenzi, grida, urla.
Tre storie da ascoltare.
Fotografie di Vincenzo Cammarata | FOS

La fotografia come sinestesia visivo-uditiva.
Tre storie, tre ambienti contigui ma differenti e tre sensazioni contrastanti che accolgono e sconvolgono l'osservatore alla ricerca di un disagio emozionale causato dalla scelta dei temi così diversi fra loro.

- Linosa. Con i suoi silenzi che celano storie di uomini e di donne, di isolani e di isolati, di Italiani generosi e di Africani disperati.

- Cheer leader milanesi. Che con le loro grida riportano, in salsa italiana e con ironia ad un America sempre più vicina.

- Auschwitz. Architetture che rimandano ad un vuoto assordante.
Urla in infiniti spazi ovattati di neve.
Una rilettura originale per non dimenticare mai di cosa è capace l'uomo.


Sguardi astratti
opere di Paola Rezzonico

"Fotografare, per segnare un istante, fotografare un attimo che diventa gesto irripetibile.
In questa azione si delineano i tratti dell’artista, del ricercatore di atmosfere che utilizza l’apparecchio fotografico come pennello, come ulteriore strumento per dialogare con il supporto. Ecco dunque, “l’espressione di un’impressione”, di un lampo sfuggente che si congela per diventare scena e quinta del teatro della nostra quotidianità (...)". (tratto dal testo introduttivo di Aymone Poletti)

Opere in vendita, buffet offerto dal Fotoclub Lugano.

giovedì 22 settembre 2011

ATELIERS PORTE APERTE - VISARTE

volantino da scaricare su www.visarte-ticino.ch


Visarte Ticino ripropone anche quest’anno la fortunata iniziativa “Atelier porte aperte” che offrirà al pubblico la possibilità di visitare durante 2 week-end una trentina di ateliers sparsi in tutto il Cantone di artisti membri della società delle arti visive svizzera Visarte Ticino.

Un’occasione assolutamente unica per potersi immergere nel mondo dell’arte, scoprire diversi luoghi di ispirazione creativa e riuscire a carpire i “segreti” dei numerosi artisti coinvolti!

Le porte aperte si svolgeranno lungo due week-end, dove sarà possibile visitare gli ateliers dei seguenti artisti:


week-end 1:
sabato/domenica 24/25 settembre 2011
dalle 10.00 alle 19.00

Guy Bettini
Felicita Bianchi Duyne
Cesare De Vita
Alex Forlini
Antonio Lüond
Steff Lüthi
Ruth Moro
Loredana Müller Donadini
Pascal Murer
Gianni Poretti
Fabiola Quezada
Gianluigi Susinno
Giuliano Togni
Brigitte Allenbach-Stettbacher


week-end 2:
sabato/domenica 1/2 ottobre 2011
dalle 10.00 alle 19.00

Lorenzo Cambin
Eftim Eftimovski
Gabi Fluck
Orio Galli
Aurora Ghielmini
Anna e Hans Kammermann
Christina Käuferle Gallo
Tazio Marti
Enzo Pelli
Margaret Perucconi
Marco Prati
Gianni Realini
Antonio Tabet

“PORTE APERTE” evento organizzato e promosso da VISARTE Ticino
maggiori informazioni e volantino da scaricare su www.visarte-ticino.ch

venerdì 16 settembre 2011

ARSPOLIS a Lugano


Torna anche quest’anno Arspolis.
Arspolis è un evento della durata di una sola notte, dedicato all’esposizione dell’arte contemporanea, e organizzato in una zona del centro della città di Lugano.
Extimità. Lo sconosciuto familiare. Reale, simbolico e immaginario dell’Altro.
Via Lavizzari, Via Canonica, Viale Cassarate, Il Foce
LUGANO 16 settembre 2011 Ore 18:00 - 05:00
Alla sua prima edizione, Arspolis ha in realtà già quasi un anno di vita. Arspolis evento zero si è svolto, infatti, il 22 ottobre 2010 coinvolgendo una dozzina di artisti, operanti per la maggior parte in territorio ticinese, e occupando con le loro opere l’interno e l’esterno di diversi spazi privati, in molti casi non usuali all’esposizione d’arte, messi a disposizione dai proprietari che hanno permesso la riuscita e sostenuto l’iniziativa. Vista la grande affluenza di pubblico e l’entusiasmo riscontrato, gli organizzatori hanno deciso per questo 2011 di proporre un evento più strutturato, con maggiori servizi e conforme a standard di livello superiore. Se evento zero si è posto lo scopo di mostrare la natura della ricerca individuale di ogni artista scelto, senza concettualizzare la rassegna,evento #1 diversamente, ha come punto di partenza un tema specifico, da cui è poi scaturita la scelta degli artisti. Arspolis da quest’anno si trasforma in una vera e propria mostra d’arte contemporanea a cielo aperto e ad accesso libero. L’esposizione, a cadenza annuale, sarà curata da un direttore artistico nominato a ogni nuova edizione favorendo pertanto una maggiore freschezza e attualità nella scelta dei temi oltre che la variazione delle modalità curatoriali.

Il direttore artistico di Arspolis evento #1 è Pier Giorgio De Pinto (1968) - attuale coordinatore del CACT, Centro per l’Arte Contemporanea del Ticino, Bellinzona, il quale ha scelto di concentrare l’attenzione su uno degli aspetti peculiari della nostra epoca proponendo il tema dell’extimità (extimité). Il termine è stato coniato dal filosofo e psicanalista francese Jacques Lacan per indicare un nuovo genere d’intimità “simulata”, non più vera intimità perché condivisa con un numero indefinito di persone. Ispirato dal carattere urbano di Arspolis, caratterizzato dal contatto diretto con il pubblico e la vita quotidiana, De Pinto, ragiona sull’impatto psicologico e antropologico di nuovi fenomeni sociali nell’era di Internet quali i social network, Facebook su tutti. Extimità. Lo sconosciuto familiare. Reale, simbolico e immaginario dell’Altro , titolo della manifestazione, trasformerà via Lavizzari, via Canonica, viale Cassarate (Lab_Comacina) e Il Foce in una concreta, anche se temporanea, Città dell’extimità, dove l’opera di ogni artista proporrà la sua riflessione.
Ventuno artisti per diciotto opere tra foto, video, performance e installazioni. Per farsi sorprendere!
Maggiori informazioni su www.arspolis.ch

sabato 10 settembre 2011

Pierre Casè a Venezia




Pierre Casè ritorna ad esporre con successo a Venezia!

Sono passati infatti 4 anni dall’ importante mostra nella Chiesa di San Stae ed ora, al primo piano della Scuola Grande della Misericordia (sestiere Cannaregio) viene presentata, fino al 30 ottobre 2011 una notevole esposizione intitolata “Misteri del sotoportego”.
Da non perdere!


venerdì 12 agosto 2011

domani mattina su rete1

Continua il ciclo di interventi dell'inviata esterna Aymone Poletti per la radio Svizzera italiana. Da giugno ad agosto, ogni sabato, alle 10.21 sull'emittente rete1 (RSI), verranno presentati eventi, mostre o spettacoli che hanno segnato questi mesi estivi.
Sabato 13 agosto si parlerà in particolar modo delle porte aperte e della mostra all'atelier di François Lafranca a Collinasca.

mercoledì 10 agosto 2011

INTERVENTI al Castello Visconteo di Locarno


Ecco pubblicato un evento molto interessante da vedere, approfittando anche del festival del cinema di Locarno...



Sabato 30 luglio, al Museo Civico e Archeologico del Castello Visconteo di Locarno è stata inaugurata la mostra collettiva intitolata “Interventi” ideata e sostenuta da Visarte Ticino (nonché patrocinata dalla città di Locarno) dove sono proposte opere ed installazioni di:

Sylvia Agnes Meister
Brigitte Allenbach Stettbacher
Judit Aszalos
Guy Bettini
Daniele Cleis
Fabrizio Crivelli
J&W Management Consulting
Christine Lifart
Steff Lüthi
Pascal Murer
Raffaella Ortelli Spinedi
Rosita Peverelli
Milvia Quadrio
Fabiola Quezada
Gianni Realini
Ivo Soldini
Miki Tallone
Hanspeter Wespi

“Interventi”
31.07.2011- 30.10.2011
mostra collettiva organizzata da VISARTE Ticino

MUSEO CIVICO E ARCHEOLOGICO, CASTELLO VISCONTEO, LOCARNO
Orari: da martedì a domenica / ore 10.00 - 12.00 14.00 - 17.00

Mostra curata da Visarte Ticino e Riccardo Carazzetti con il patrocinio della città di Locarno

La società delle arti visive svizzera Visarte Ticino organizza quest’anno un ciclo di mostre collettive all’insegna della sperimentazione e della libertà espressiva. Il nuovo comitato, ha deciso di dare maggiore responsabilità agli artisti annunciatisi per l‘esposizione, permettendo a questi ultimi di potersi esprimere in una collettività d’espressione unica fino ad ora.
Il secondo momento espositivo concepito seguendo questo fil rouge, avrà luogo al Castello Visconteo di Locarno e sarà aperto al pubblico a partire dal 31 luglio.

Riccardo Carazzetti, che si è occupato della curatela, anticipa con queste parole l’imminente evento: “VISARTE torna a Locarno con una mostra collettiva, questa volta però non più nel quadro di Casa Rusca - la sede storica della Galleria SPSAS - ma negli spazi medievali del Castello Visconteo. È un approccio nuovo che impegna gli artisti a dialogare con un monumento e un museo, con valori intrinseci che ognuno di noi riconosce come parte di un'identità. L'artista è quindi sottoposto a un rischio - non reggere il confronto - ma la sua "visione lunga" potrà conferire all'opera quell'armonia vitale e attivarne il colloquio.

La partecipazione degli artisti selezionati non deve infatti limitarsi alla semplice presentazione della propria opera. L’intento è invece quello di tentare un allestimento dalla larga veduta, permettendo di creare un’opera d’arte totale, proveniente dal gruppo stesso, e che possa definirsi coerente con il luogo.

Interventi che entreranno appunto in dialogo con gli spazi e con gli spettatori per creare un “unicum“ dettato dall’espressione dell’arte stessa.



lunedì 4 luglio 2011

Prossimo evento alla galleria Balmelli a Lugano

Vi informiamo con piacere sulla prossima mostra organizzata alla Galleria Balmelli

FRANCESCO VELLA
Pensiero sarai solo in questo mondo?




VERNISSAGE alla galleria Balmelli di Lugano
Venerdì 08.07.2011, 18.00 - 22.00


OLTRE IL RUMORE DI FONDO.

TESTO CRITICO SULL'OPERA DI FRANCESCO VELLA di Elio Schenini

Il clima culturale dei primi anni ottanta, con il suo vitalismo postideologico e il suo marcato individualismo, strettamente connessi all'affermarsi di una società dove innovazione tecnologica, frenesia consumistica e massmediatizzazione globale andavano accelerando sempre più il ritmo della quotidianità, costituisce il contesto all'interno del quale si collocano gli esordi artistici di Francesco Vella.

In quel decennio, caratterizzato sul piano artistico da un ritorno alla pittura in chiave neoespressionista, che ha come principali protagonisti i Neue Wilden tedeschi e la Transavanguardia italiana, Francesco Vella appare perfettamente sintonizzato con le ricerche e le sperimentazioni più intimamente legate all'attualità del tempo, come testimoniano non solo i suoi assemblages di oggetti immersi nelle colate pastose di una meteria cromatica che cercava di tradurre visivamente il magma indistinto di una postmodernità nella quale ogni distanza storica sembrava essersi annullata in una sorta di eterno e fantasmagorico presente, ma anche il suo impegno musicale all'interno del gruppo chiassese dei Dr. Chattanooga & The Navarones, i cui brani, costruiti attraverso una miscela di influenze e tradizioni diverse - dal rock al punk, dalla musica etnica a quella elettronica - racchiudevano in un coacervo di sonorità disparate lo spirito più vitale e liberatorio di quegli anni.

La freschezza, a volte ingenua, e la vitalità dei primi anni ottanta hanno però lasciato il posto, mano a mano che ci si addentrava nel decennio, a un clima sempre più cupo nel quale l'individualismo e il relativismo postmoderni hanno finito per assumere il volto di un edonismo sfrenato e irresponsabile e di un liberismo economico radicale che cancellava ogni idea di solidarietà. Se nel 1989 la caduta del muro di Berlino ponendo termine a decenni di guerra fredda sembrava ancora confermare l'illusione della fine della storia, nei primi anni novanta con lo scoppio della guerra nei territori della ex-Jugoslavia e con la prima guerra del Golfo, il suo fantasma tornava, con tutto il suo carico di drammi e atrocità, a bussare alle porte dell'Occidente. In questo contesto storico, in cui la comunicazione mediatica diventava sempre più assordante e pervasiva e il modello consumistico ormai imperante assumeva le forme di una sorta di tossicodipendenza collettiva, l'approccio artistico di Francesco Vella, che pure non vestirà mai, almeno in maniera esplicita, i panni dell'impegno politico o dell'analisi sociologica muta radicalmente. A partire dai primi anni novanta la sua ricerca si propone infatti come una forma di resistenza alla società della comunicazione , ai suoi codici, ai suoi slogan e alle sue icone. Resistenza, si badi bene, e non contrapposizione, che si manifesta nell'estrema ritrosia espressiva e nell'intimismo poetico, quasi esistenziale, di un linguaggio che indaga la sfera più segreta della personalità.

Come ha osservato anni fa Giorgio Zanchetti, la pittura di Vella, "più che indirizzata alla ricerca formale o alla forza del segno, si profila come riflessione sul complesso e mutevole concetto di identità per rapporto a quanto ci circonda o ci invade, come pure a quanto ci sta dentro o ci appartiene in profondo".

Da questo momento il percorso artistico di Francesco Vella è caratterizzato da una progressiva rarefazione dell'immagine e da una graduale riduzione degli elemementi linguistici alla più scarna essenzialità. Alla matericità convulsa e urlata degli assemblaggi oggettuali degli anni ottanta si contrappone nel corso degli anni novanta una pittura sempre più silenziosa, fatta di poche, elementari tracce iconografiche e verbali sospese nel vuoto di una spazialità indefinita, modulata per velature successive. La scrittura, che pure aveva già fatto la sua comparsa in alcune opere degli anni ottanta, acquista col passare del tempo un ruolo sempre più centrale nel suo lavoro. Attraverso l'inserimento di frammenti linguistici raccolti qua e là nell'ininterrotto flusso comunicativo che ci circonda, i suoi dipinti si avvicinano così sempre più alla categoria della poesia visiva. Sulla superficie dell'opera, le scritte, incise spesso nella materia pittorica come i graffiti che affollano i muri delle città e dei luoghi pubblici, si addensano, si scompongono, vengono ossessivamente ripetute. Nei suoi lavori però, al contrario di quanto avviene nella comunicazione massmediatica, la ridondanza espressiva non annulla il messaggio nella pura affermazione del medium, secondo la celebre formula di MacLuhan, ma paradossalmente lo riscatta, riconducendolo all'originaria potenzialità metaforica del linguaggio. In molti casi poi gli elementi verbali e quelli iconici si riverberano l'uno nell'altro creando circuiti denotativi, anche in virtù delle configurazioni assunte dai segni, che spesso rasentano la forma del calligrammma. Parallelamente ai dipinti, Vella continua però a lavorare anche sugli oggetti, soprattutto giocattoli, sottoposti ora ad una sorta di bagno purificatore che li avvolge di un candido e silenzioso velo di gesso. Sottratti alla loro funzionalità primaria e al feticismo del consumo, questi banalissimi oggetti della quotidianità, si ripropongono al nostro sguardo come strane sculture, che, allo stesso modo dei suoi dipinti, appaiono sospese in una spazialità e in una temporalità indefinita. Uno spazio e un tempo dove vibrano le corde più profonde e originarie del nostro essere e che solo uno sguardo poetico può permetterci di raggiungere, azzerando, almeno per un istante, l'incessante rumore di fondo che pervade il nostro tempo.

Il testo "Oltre il rumore di fondo. Testo critico sull'opera di Francesco Vella" di Elio Schenini è tratto da Bloc notes 60, dicembre 2010, ed è pubblicato con il permesso dell'editore: Blocnotes, Casella Postale, CH - 1431 Novalles.

per maggiori informazioni: http://www.michelebalmelli.ch